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Prof. Pier Camillo Parodi

Mastopessi: il lifting del seno

Mastopessi: il lifting del seno

Che cos’è la mastopessi

La mastopessi, o lifting del seno, è un intervento di chirurgia estetica che consente di
sollevare e rimodellare una mammella caratterizzata da ptosi, cioè un rilassamento e una
discesa dei tessuti rispetto alla loro posizione naturale. L’obiettivo è restituire al seno
una forma più alta, armoniosa e giovanile.

Le cause della ptosi mammaria possono essere diverse: invecchiamento cutaneo, gravidanza e
allattamento, importanti cali di peso o semplicemente l’azione della gravità che, nel tempo,
favorisce il rilassamento dei tessuti.

Prima dell’intervento è necessario eseguire un’ecografia mammaria o una mammografia per escludere
la presenza di eventuali processi neoplastici.

Trattamenti combinati

Quando il seno presenta anche una riduzione di volume, la mastopessi può essere associata a una
mastoplastica additiva con inserimento di protesi. Le protesi possono essere posizionate sotto la
ghiandola o sotto il muscolo grande pettorale, in funzione dello spessore dei tessuti e del risultato
desiderato.

Come si esegue

La mastopessi prevede l’asportazione dell’eccesso cutaneo, il rimodellamento del tessuto ghiandolare
e il riposizionamento del complesso areola-capezzolo nella sua posizione naturale. Eventuali
asimmetrie possono essere corrette nel corso dell’intervento.

L’intervento può essere eseguito in anestesia generale o in anestesia locale con sedazione.

La procedura chirurgica della mastopessi

A seconda del grado di ptosi e della quantità di cute da rimuovere, si adottano tecniche differenti
che determinano cicatrici di diversa estensione:

  • Ptosi lieve: asportazione di una porzione circolare di cute attorno all’areola;
    cicatrice limitata all’area periareolare.
  • Ptosi moderata: rimozione di cute attorno all’areola e nella zona sottostante;
    cicatrice periareolare e verticale.
  • Ptosi grave: rimozione di cute attorno all’areola e nei quadranti inferiori;
    cicatrice periareolare, verticale e lungo il solco sottomammario.

Al termine dell’intervento vengono inseriti drenaggi e applicati eventuali punti di sutura.

Quanto dura l’intervento

La durata media di una mastopessi varia da 2 a 4 ore, a seconda della tecnica utilizzata e
della complessità del caso clinico.

Cosa fare dopo l’intervento

Dopo l’operazione, il chirurgo può prescrivere una profilassi antibiotica o antitrombotica.
I drenaggi vengono rimossi dopo 24–72 ore, mentre la rimozione dei punti di sutura avviene
dopo 7–10 giorni.

Nel post-operatorio la paziente dovrà evitare ampi movimenti delle braccia, indossare un
reggiseno contenitivo giorno e notte per circa un mese ed evitare di dormire in posizione
prona.

Le cicatrici dovranno essere protette e massaggiate regolarmente, usando creme elasticizzanti
e filtri solari ad alta protezione.

Tra le possibili complicanze si annoverano una ridotta sensibilità del complesso
areola-capezzolo o difficoltà nell’allattamento.

I risultati della mastopessi

Il risultato definitivo della mastopessi è valutabile dopo circa 6 mesi, quando le cicatrici
si sono stabilizzate e gonfiore ed edema sono scomparsi.

Nel tempo, variazioni ormonali, oscillazioni di peso o il naturale processo di invecchiamento
cutaneo possono influenzare l’aspetto del seno operato.

Alternative alla mastopessi

Alcuni chirurghi utilizzano reti di sostegno o fili di sospensione come alternative meno
invasive alla mastopessi tradizionale, pur offrendo generalmente risultati meno significativi.

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